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cocco

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Finalmente è arrivata l’estate, e con lei ritroviamo molti tipi di frutti amati dai più e con delle notevoli proprietà benefiche! Parlerò della più comune frutta estiva nelle prossime settimane, ma oggi voglio presentarvi un frutto che potrebbe non essere usualmente consumato dalla maggior parte di noi: il cocco!

Il cocco o noce di cocco è un alimento estremamente ricco di sali minerali tra cui magnesio, zinco, rame, fosforo e ferro. Contiene inoltre fibre, aminoacidi e vitamine del gruppo B, vitamina C, vitamina E, vitamina K e folati.

Tra i benefici che può apportare il consumo del cocco si annoverano la regolazione della glicemia sanguigna, la riduzione dell’assorbimento del colesterolo alimentare, il mantenimento della corretta idratazione, il supporto del sistema immunitario, il controllo del peso e il miglioramento della digestione. Mangiare cocco aiuterebbe inoltre ad aumentare l’assorbimento di calcio e magnesio riducendo il rischio di patologie ossee come l’osteoporosi. Attenzione però: il cocco contiene anche una quantità di grassi che lo rendono molto calorico (circa 360 kcal per 100 gr)! 30 gr di questo alimento sono l’ideale per uno spuntino mattutino o una merenda pomeridiana.

Anche l’acqua contenuta nella noce di cocco ha queste proprietà benefiche, mentre dalla spremitura del frutto si ottiene l’olio di cocco con azione antinfiammatoria, protettiva nei confronti di cuore, cervello, denti e intestino.

colesterolo

colesterolo

Quando si parla di colesterolo si pensa immediatamente ai problemi cardiovascolari associati ad un suo eccesso nel sangue, ma il colesterolo è molto di più.

Innanzitutto voglio sottolineare che la maggior parte del colesterolo nel nostro organismo deriva dalla produzione endogena a livello di fegato, intestino e pelle e ne viene prodotta dai 600 ai 1000 mg al giorno (mentre quello assunto con la dieta dovrebbe essere tra i 200 e i 300 mg al giorno). Questa sostanza ha funzioni essenziali per la nostra salute: partecipa alla sintesi della vitamina D e degli ormoni steroidei, è costituente fondamentale delle membrane biologiche regolandone la fluidità e la permeabilità, è componente della guaina mielinica e precursore dei sali biliari. A questo punto occorre fare una distinzione tra colesterolo LDL e HDL. Il primo, detto anche colesterolo “cattivo”, trasporta il colesterolo sintetizzato dal fegato alle varie cellule, può andare incontro ad ossidazione ed è il responsabile della formazione della placca aterosceltorica, il suo quantitativo non deve superare i 130 mg/dl a livello del sangue(valori ottimali sarebbero inferiori o uguali a 100 mg/dl). Il colesterolo HDL, quello “buono”, ha il compito di legare il colesterolo in eccesso dai tessuti e trasportarlo di nuovo al fegato che lo eliminerà, il valore ematico dell’HDL non dovrebbe essere inferiore a HDL.

Il colesterolo si trova in cibi di origine animale: carni grasse, burro, salumi, formaggi, tuorlo dell’uovo, fegato. Per abbassare i livelli ematici del colesterolo, oltre a limitare i suddetti cibi, si dovrebbero consumare frequentemente legumi, frutta fresca, frutta secca e verdure,pesci ricchi di omega 3, e limitare cibi raffinati o eccessivamente ricchi di zuccheri semplici.